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Manutenzione caldaia: ogni quanto farla, a chi spetta e costi | AliaEstra
Perché è necessario prendersi cura del proprio impianto di riscaldamento? Ecco la differenza tra manutenzione, revisione e controllo fumi, e tutto quello che c'è da sapere su tempistiche, obblighi e costi.
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L’estate sta finendo e il caldo se ne va… Quando autunno e inverno sono alle porte, arriva anche il tempo di fare un check degli impianti di riscaldamento, e assicurarsi che tutto funzioni correttamente.
La manutenzione periodica della caldaia e il controllo dei fumi, se svolti con la giusta assistenza, sono fondamentali per garantire la sicurezza abitativa, migliorare le condizioni di rendimento del dispositivo, evitare gli sprechi dovuti a malfunzionamenti e ridurre l’inquinamento. Anche se spesso vengono usati come sinonimi, si tratta in realtà di due interventi diversi: vediamo insieme come, quando e perché prendersi cura della caldaia.
Manutenzione della caldaia: cos'è e perché è importante
La manutenzione della caldaia è l'insieme delle operazioni ordinarie che servono a mantenere l'impianto efficiente e sicuro nel tempo: pulizia del bruciatore, verifica dei componenti e controllo del corretto funzionamento generale.
Diversa invece la revisione, comunemente chiamata anche controllo fumi o verifica di efficienza energetica: è l'analisi della combustione e delle emissioni di ossido di carbonio, obbligatoria con una periodicità che dipende dalla potenza e dal combustibile dell'impianto. È proprio il superamento di questo controllo, se conforme, a dare diritto al cosiddetto bollino blu.
Ogni quanto fare la manutenzione della caldaia
L’intervallo di tempo tra una manutenzione e l’altra varia a seconda delle informazioni contenute nel libretto di istruzioni tecniche e delle indicazioni date da chi ha installato l’apparecchio.
In generale, si consiglia di effettuare la manutenzione una volta all'anno, verificando il corretto funzionamento e pulendo il bruciatore e lo scambiatore di regolazione.
Ogni quanto fare la revisione e il controllo fumi
Per il controllo dei fumi la periodicità dipende dal tipo di impianto e di combustibile utilizzato:
- Ogni 2 anni: impianti con potenza tra i 10 kW e i 100 kW alimentati a combustibile liquido o solido, e impianti con potenza più alta di 100 kW alimentati a GPL o gas metano.
- Ogni 4 anni: impianti con potenza inferiore a 100 kW alimentati a GPL o metano.
- Ogni anno: impianti termici con potenza superiore a 100 kw alimentati con combustibile solido o liquido.
La manutenzione della caldaia è obbligatoria?
La manutenzione è obbligatoria dal 2013, anno in cui è entrata in vigore la norma contenuta nel DPR 74/2013, che impone la revisione periodica del proprio impianto termico con le tempistiche e le modalità indicate sopra.
A chi spetta la manutenzione della caldaia?
L'operazione deve essere svolta da un tecnico abilitato, mentre ad occuparsi dei costi sono gli abitanti della casa.
Casa in affitto: manutenzione a carico del proprietario o dell'inquilino?
- La manutenzione ordinaria, incluso il relativo pagamento, è a carico dell'inquilino.
- La manutenzione straordinaria (come un'eventuale sostituzione o riparazione dell'impianto) e le spese per eventuali adeguamenti normativi restano invece a carico del proprietario.
Bollino blu: cos'è e come si ottiene
Il bollino blu è l'attestato che certifica il corretto funzionamento della caldaia e il rispetto della normativa vigente. Viene rilasciato al termine del controllo fumi, se l'impianto risulta conforme ai parametri richiesti, ed è quindi diverso dalla semplice manutenzione ordinaria: si ottiene solo superando la revisione periodica prevista per legge.
Costi, sanzioni e normative
I costi per la manutenzione ordinaria variano in base alla regione e al tecnico a cui ci si rivolge, ma mediamente si aggirano tra i 50 e i 100 euro. Il controllo dei fumi può invece superare i 100 euro di spesa.
Sono previste sanzioni per chi non rispetta gli obblighi di legge:
- 50-200 euro per irregolarità o mancata revisione.
- 500-600 euro per l'assenza di un regolamentare libretto caldaia.
- 500-3.000 euro per mancato controllo della combustione.
Consigli pratici per la manutenzione e la pulizia della caldaia
La manutenzione parte anche da te: prenditi cura periodicamente del tuo impianto e tieni tutto in ordine, così da evitare guasti o problemi futuri.
Controlla i comandi
Prevenire è meglio che curare: testare in anticipo le funzioni dell’impianto, come l’accensione e lo spegnimento, è il primo step per verificarne lo stato e individuare eventuali anomalie che, se non immediatamente segnalaste, si tradurrebbero in consumi maggiori e in una bolletta più salata.
Consulta il libretto di impianto
La periodicità con cui bisogna provvedere alla manutenzione è indicata nel libretto che viene allegato all’apparecchio nel momento dell’acquisto. Tenere traccia di tutti gli interventi effettuati, sia ordinari che straordinari, permette di rinfrescarsi la memoria circa eventuali riparazioni e controlli già eseguiti in passato e di programmare di conseguenza quelli futuri.
Rivolgiti a un esperto per la revisione completa
È buona regola rivolgersi a un professionista per le operazioni di analisi, controllo e pulizia dell’impianto: nel dettaglio, il tecnico specializzato si occuperà di eliminare eventuali incrostazioni, rimuovere le ossidazioni dei bruciatori e verificare l’integrità di ogni singola componente. Queste ovviamente saranno solo una parte delle azioni svolte: si tratta di un intervento complesso, che ti sarà descritto nel verbale e nel rapporto di controllo, il cui rilascio spetta al manutentore abilitato.
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Domande frequenti sulla manutenzione della caldaia
Manutenzione e revisione della caldaia sono la stessa cosa? No: la manutenzione è l'insieme degli interventi ordinari di pulizia e controllo del funzionamento, mentre la revisione (o controllo fumi) è la verifica obbligatoria delle emissioni, con una periodicità diversa a seconda dell'impianto.
La manutenzione della caldaia è obbligatoria anche in affitto? Sì. L'obbligo di legge resta valido a prescindere dal titolo di possesso dell'immobile: in caso di affitto, a occuparsene è generalmente l'inquilino, salvo interventi straordinari a carico del proprietario.
Cosa fare se perdo il libretto d'impianto? È possibile richiederne un duplicato al tecnico manutentore o all'installatore originario dell'impianto, che potrà ricostruire lo storico degli interventi effettuati.
- Quanto costa il bollino blu? Il costo è generalmente compreso in quello del controllo fumi, che può superare i 100 euro; l'importo esatto varia in base al tecnico e alla zona di residenza.